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Bert, l’algoritmo di Google

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Redazione Deva
18 novembre 2019

Negli anni abbiamo imparato a scrivere perfettamente in ottica SEO, inserendo nella giusta posizione le keyword più adatte per ogni argomento. Ma attenzione: sta arrivando Bert e ha intenzione di cambiare le carte in tavola e di rivoluzionare la scrittura SEO oriented.
E’ già stato definito da Google stesso “uno dei più grandi salti in avanti nella storia di Google Search”.

Cos’è Bert e quale sarà il suo compito

Google Bert – il suo nome completo è Bidirectional Encoder Representations from Transformers – è una tecnica di reti neurali che avrà l’arduo compito di aiutare le macchine a capire il linguaggio naturale, cioè quello che usiamo normalmente quando parliamo tra noi.
In poche parole, i seo copywriter dovranno imparare di nuovo a scrivere per le persone e non per Google. Sono infatti loro, le persone, che fanno ricerche sul più popolare motore di ricerca: secondo Bert dovrebbero essere in grado di trovare esattamente le informazioni che cercano, a prescindere dal modo in cui sono scritte. Semplice, vero? In fondo si tratta “solo” di analizzare l’intento che sta dietro ad ogni ricerca e far emergere le informazioni più pertinenti.

Come lavorerà Bert?

“Le keyword, così centrali nella scrittura SEO oriented come la conosciamo ora, potrebbero perdere parte della loro importanza. Bert, infatti, dovrebbe essere in grado di analizzare il contesto in cui è inserita ogni parola, prendendo in considerazione anche ciò che è scritto prima e dopo ogni termine. In questo modo le singole keyword, isolate dal loro contesto, hanno meno peso nella globalità del testo..
 

Bert manderà in pensione Rankbrain?

Google Bert non sostituirà Rankbrain, ovvero il primo metodo di intelligenza artificiale creato da Google, ma semplicemente lo affiancherà per capire in maniera più precisa gli intenti di ricerca degli utenti. L’intervento di Bert sarà utile soprattutto nel caso delle ricerche con long tail keyword e con combinazioni di keyword diverse, analizzando tutti i termini e la loro importanza all’interno della frase e mettendoli in relazioni tra loro.

Addestrare l’intelligenza artificiale che sta alla base di Google Bert ha richiesto, come è facile immaginare, tempo e lavoro. In estrema sintesi, i ricercatori hanno scelto migliaia di frasi di senso compiuto (stiamo parlando della lingua inglese) ed eliminato in maniera casuale il 15% delle parole. A questo punto il compito di Bert era quello di ricostruire le frasi, “imparando” così a comprendere come funziona il contesto delle frasi.

Come cambieranno le serp dopo l’intervento di Bert…

Per ora Google Bert parlerà solo inglese, ma in breve tempo dovrebbe intervenire anche sulle ricerche in altre lingue (italiano compreso, presumibilmente). Il suo modo di analizzare i testi avrà un impatto importante principalmente sulle ricerche lunghe, basate su un linguaggio molto vicino a quello della comunicazione orale tra persone.
Si calcola che inizialmente Bert potrà dare risultati di ricerca più precisi in un caso su dieci, con modifiche anche significative sull’ordine dei risultati di ricerca.

… e come cambierà il SEO Copywriting?

La scrittura per i motori di ricerca, ci dispiace dirvelo, non esiste più già da molto tempo: un buon SEO copywriter è infatti colui che cerca di analizzare il search intent del potenziale lettore e di fornire una risposta adeguata, pensando a come affrontare le varie sfaccettature dell’argomento in maniera chiara e comprensibile per l’utente, non per il motore di ricerca. Certo, una buon lavoro di ricerca sulle keyword, utilizzando appositi tool, è sempre necessario, ma è solo un punto di partenza, non uno stratagemma per scalare la serp.

Il punto fondamentale – tenetevi forte – è che non sarà possibile ottimizzare per Google Bert. Non ci sono infatti regolette preconfezionate da seguire, punti strategici in cui inserire la focus keyword o scorciatoie di questo genere. Il cuore di Bert è proprio la capacità di comprendere il linguaggio umano, quindi basterà “semplicemente”scrivere per le persone. Ne saremo ancora capaci?

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